Comune di Pietrafitta

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Storia

Il nome Pietrafitta, probabilmente, deriva da una particolare roccia di cui è costituito il territorio circostante. A Pietrafitta, si può ammirare un antico convento di monaci cistercensi, di notevole pregio artistico e monumentale.
Il territorio di Pietrafitta ha una superficie di km 9,19; è a 700 metri s.l.m. a 13 km da Cosenza, alla quale è collegato attraverso una strada provinciale.

Il numero di persone attualmente residenti è di: 1429.
La nascita di questo “borgo” precede, come testimoniano alcuni reperti archeologici sparsi sul suo territorio, l’arrivo dei Cosentini che nel IX secolo vi si rifugiarono per scampare all’occupazione araba della loro città. Fu una delle 21 “Baglive” di Cosenza, con cinque casali: Pietrafitta, S. Nicola, Vallone, Cona e Franconi, con un vasto territorio che includeva Turzano e S. Ippolito, due villaggi che dal 1893 non erano più inclusi nel comprensorio di Pietrafitta. Segnato dalle stesse vicende che interessarono gli altri casali, fu nel 1553 sconvolto da disordini e liti interne placate solo in seguito alla repressione del viceré che fece impiccare nella pubblica piazza 18 persone e tagliare a metà altre 16. Forse proprio queste vicende tre secoli più tardi diedero vita al fenomeno del “brigantaggio”: numerosi furono, infatti, i pietrafittesi che si conquistarono la fama di “feroci” briganti. Qui, nel 986, arrivarono anche i Saraceni che, distruggendo ogni cosa, costrinsero i monaci, scampati alle incursioni, a darsi alla fuga nel Sannio sotto la guida di S. Ilario. Nel 1189, questo luogo, che già di persone illustri aveva avuto il privilegio di vederne, ospitò l’abate Gioacchino da Fiore che dodici anni più tardi, mentre soprintendeva ai lavori di restauro del tempio, venne a mancare.
Gli abitanti sono detti: Pietrafittesi.