PIETRAFITTA UN PO' DI STORIA...

   P ietrafitta era una delle 21 Baglive di Cosenza, le cui origini sono antecedenti al popolamento dei cosentini che, in fuga dal pericolo saraceno, si rifugiarono nel territorio dei Casali a partire dall’anno 975. Infatti alcuni reperti storici testimoniano di insediamenti sparsi nella contrada già qualche secolo prima del X; l’arrivo dei cosentini intorno al 986 sarebbe stato un ripopolamento più che una nuova fondazione. Era divisa in cinque borghi (Pietrafitta, S.Nicola, Vallone, Cona e Franconi) successivamente accorpati in uno e il suo territorio si estendeva fino a comprendere i villaggi di S. Ippolito e Turzano, staccatti poi con R.D. dell’11 ottobre 1893.
Le sorti di Pietrafitta seguono in qualche modo quelle degli altri Casali. Tra gli avvenimenti storici più significativi c’è la rivolta dei pietrafittesi nel 1553, scoppiata per disordini e liti interne; fu necessario l’intervento del viceré che, per ristabilire la calma fece impiccare sulla pubblica piazza 18 persone e altre sedici le fece tagliare a metà.


Altri episodi cruenti sono legati, circa tre secoli più tardi, al fenomeno del brigantaggio: numerosi pietrafittesi si conquistarono fama di “feroci” briganti.

Palazzo Marè-Donnis: particolare

Tra i personaggi più ragguardevoli nati a Pietrafitta ricordiamo i seguenti: Andrea De Martinis, compagno di S. Francesco di Paola; Aloisio-Antonio De Martinis, valoroso generale aragonese; Sebastiano Goffredo, celebre medico e studioso, autore del trattato “De sensuum aeternorum usu” (1594); Domenico La Cava scrittore e giureconsulto del XVIII sec.; Antonio Xonaco, vescovo di Xartirano, professore di Lettere e Teologia a Roma. Infine, nel 1836 da nobile famiglia, nacque a Pietrafitta il suo figlio più noto: Bonaventura Zumbini, critico letterario valente, Rettore dell’Università di Napoli e Senatore del Regno.

I numerosi terremoti, che hanno spesso devastato nei secoli l’abitato di Pietrafitta, hanno purtroppo spazzato via o danneggiato diversi pregevoli monumenti.

Palazzo Marè-Donnis: particolare

La Chiesa Parrocchiale di San Nicola di Bari ha origini antiche, ma ha subito tutta una serie di interventi e rimaneggiamenti non sempre appropriati. Presenta un portale esterno del ‘400, ben elaborato ma in pessimo stato. Il magnifico rosono che vi era posto sopra è stato nascosto da un restauro dissennato. Il campanile, isolato dal resto della struttura, si trova in posizione molto suggestiva (soffocata purtroppo da recenti costruzioni). L’interno a tre navate mostra uno splendido soffitto a cassettoni lignei, restaurato nel 1742, un antico altare in pietra mirabilmente scolpito, un’acquasantiera in tufo del 1742, alcune tele del ‘700 e numerosi dipinti della prima metà del ‘900.
La chiesa dell’Immacolata, oggi dedicata a Sant’Antonio, facente parte di un complesso conventuale dei Frati Minori, ospita un bel crocifisso in legno del Seicento, attribuito a frate Angelo di Pietrafitta. Anche il coro è in legno.
Nella località di Canale, distante dal centro abitato e di difficoltoso accesso, sorgeva un antichissimo complesso basiliano risalente al VII/VIII sec., di cui fu abate il Beato Ubertino da Otranto, che vi morì nel 778. Distrutta dai Saraceni nel 986, alla fine del XII sec. Un piccolo nucleo di seguaci di Gioacchino da Fiore stabilì di ricostruire il convento e la chiesa. L’abate Gioacchino, venuto a controllare i lavori, trovò la morte a Canale, il 30 marzo 1202. Il suo corpo fu poi traslato nell’Abbazia di S. Giovanni nel 1240.
Della grancia non rimane quasi più nulla, solo parte della chiesa, che conserva l’abside semicircolare e l’altare in muratura, di fattura semplice, decorato con pitture murali dedicate a S. Martino.

Rosanna Tedesco



C O M U N E   D I   P I E T R A F I T T A

Via Bonaventura Zumbini
87050 Pietrafitta (CS)
P.IVA: 01094200787
C.F.: 8003650787