C
on l'anima...
Un cordone ombelicale legato ancora alle viscere del grembo materno.
Appoggiato quasi, per il lungo, alle montagne rosse della Sila Piccola, si snoda in una quantità di vie, che sembrano sgusciare da ogni lato come piccoli serpenti.
Una fila lunga-lunga di case, filare breve di lampioni, di traverso un ciottolato continuo
che lo taglia in mezzo. E una faccia tranquilla, come un grosso animale soddisfatto che, a
pancia piena, steso sul dorso prende il sole nell'aia, un pomeriggio d'estate. Sono lontani i morsi della fame, lontani gli anni della miseria e della sofferenza, quando il lavoro era un lusso quasi quanto l'ozio, e le schiene si piegavano sotto il peso di arnesi troppo pesanti e ai colpi di frusta di un sole arrogante e implacabile. Sono lontani anche i sogni dell'America, le
grandi chimere, che facevano leggero il cuore, prima ancora delle gambe e regalavano una speranza e un'opportunità anche a chi non sembrava neppure avere il diritto di costruirsi un futuro, anche solo immaginario. In una parola, è lontana la miseria, ma anche la volontà di superarla. Di fare, di costruire, di realizzare, e di realizzarsi. E' tutto già costruito, non c'è lotta per avere, nessuna valigia di cartone, tutto pare ovvio, scontato. Almeno così sembra.
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E le loro "apparizioni" non sono poi tanto diverse da quelle di 50 anni fa. Tanto per incominciare, il luogo è sempre quello: la testa dei giovani. Anche se definiti snaturati e abulici, tacciati di apatia e di incapacità, i loro cervelli non sembrano esserci ancora totalmente atrofizzati e registrano ancora qualche impulso vitale.
Certo, non ci sono necessità pressanti, né bisogni da soddisfare subito, perché, in linea di massima, ogni desiderio viene esaudito, ogni permesso accordato, ma possiedono ancora la capacità di meravigliarsi. E di sognare. Di vedersi in un futuro e di provare a immaginare come. Intanto amano il bar, la partita a calcetto, la passeggiata e la musica (...o "rumore" che dir si voglia...") e in tal modo sembrano omologarsi, appiattirsi sulla piattaforma grigia della quotidianità, dell’ordinaria amministrazione, e finiscono per "somigliarsi tutti"... Uscire, incontrarsi, divertirsi, divertirsi... verbi di matrice comune a tutto il mondo, universali. Ma è vero, il luogo, l'entroterra culturale, l'ambiente, influiscono in maniera determinante su ogni manifestazione sociale, dunque anche il mondo giovanile reca, quale matrice e sigillo, il segno della propria terra. E Pietrafitta è un piccolo paese del sud: non ci sono grandi industrie, non grandi discoteche né pub all'irlandese, non si fa quella vita che sembra tanto allettante vista dalle pagine patinate dei giornali, c'è l'uscita del sabato, il gruppo di amici sempre uguali, il corso di danza, c'è la musica. E, strano forse, ma vero, c'è la voglia di vivere, l'entusiasmo di fare. Certo, può esserci anche la voglia di scappare. Di vedere, di fare cose nuove, di provare emozioni forti e, soprattutto diverse. Ma questo, sappiamo fa parte di tutte le generazioni, di tutti i paesi, del nord e del sud. Sta anche in questo l'essere giovani, nella capacità di sognare un mondo diverso. E di lottare per ottenerlo. Che poi lo si faccia con la maglietta firmata o con Ligabue nelle orecchie... questo non ha importanza! Anzi, forse è proprio quel benessere tanto demonizzato a trasmetterci quella leggerezza
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nel fare che spesso viene confusa con la superficialità, e che invece potrebbe risultare positiva. D'altronde, diceva Mimnermo, le gioie della vita sono come fiori. E per volare di fiore in fiore bisogna essere farfalle, non elefanti ...
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[...]
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"...e il cuore dei giovani è un cuore di farfalla..."
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...e con il corpo
...e il cuore dei giovani è un cuore di farfalla. Tanta è la voglia di volare, forse l'ambiente è stretto, gli orizzonti piccoli, le ali di colomba, non d'aquila, ma la determinazione è forte. Tanti i progetti, i sogni. Alcuni, mai concretizzati, sono stati riposti in qualche piccolo, remoto angolo della nostra testa, talvolta rispolverati, mai realizzati. Molti, al contrario, sono diventati realtà...una realtà effimera, pero'. In passato sono state tante le iniziative nate e sviluppatesi, anche con successo e partecipazione del popolo petrafittese; ma, purtroppo, hanno avuto vita breve (vedi l'associazione di volontariato, l'associazione culturale, la banda musicale); il motivo di questa fragilità, che ricorda una bambola di porcellana, è a tutti oscuro. Sembra quasi frutto di una magia negativa. Magia, il cui influsso fortunatamente pare stia esaurendosi. Infatti le iniziative, di cui recentemente si sono fatti promotori e organizzatori giovani ed adolescenti, hanno conseguito un buon esito e una notevole partecipazione (vedi presepe vivente e carnevale). Questo successo, tutto dei giovani, dovrebbe indurli a continuare a lottare, ad osare, a superare ostacoli, a tralasciare i pregiudizi, ma anche ad esigere fiducia dagli adulti. “Per questa vita non prenderemo il sole”, canta un noto cantautore italiano in un contesto diverso, i giovani devono invece prenderlo. Il sole ed altro.
Ada Biafore e Grazia Pignataro
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